Archive for Musica

LyricSift, testi random

Sing us a song, you’re the piano man / Sing us a song tonight / Well, we’re all in the mood for a melody / And you’ve got us feelin’ alright

Song: Piano Man Album: Piano Man Artist: Billy Joel

Sono sempre più convinto che le applicazioni che di per se non inventano niente, ma che intrattengono o divertono i navigatori sono quelle che funzionano di più. Purtroppo nella maggior parte dei casi non hanno successo perché presto ci si stufa :D.

Questo LyricSift è un gran bel sito scaturito da un’idea piuttosto semplice: perché non raccogliere delle strofe di canzoni che ci piacciono per condividerle con chi magari non le conosce? Ed è proprio quello che fa LyricsSift, i navigatori possono inserire un estratto del loro brano preferito indicando titolo, autore e album, così che i più pigri possano poi sfogliare in random tutti i testi inseriti dagli altri.

C’è anche un comodo bookmarklet che permette di selezionare un testo da una pagina web ed inviarlo su LyricSift.

Detto questo, secondo mancano almeno due feature fondamentali, che ho suggerito via mail all’autore.

Prima di tutto un motore di ricerca: è vero che tutti risolvono questo problema googlando le due righe di canzone che gli vengono in mente, ma in questo caso la ricerca sarebbe limitata esclusivamente a dei testi e non a tutto internet.

Seconda feature che lo renderebbe molto più social è quella di creare un widget o mettere a disposizione delle API così che chiunque possa includere nel proprio sito una citazione random dal database di LyricSift.

SettePerUno – inaugurazione – Zaaap Attacks

Direi che è arrivato il momento di parlarne, e sciogliere (quasi) ogni mistero.

SettePerUno è un progetto che sto sviluppando insieme a Valentina, e riguarda grosso modo la promozione di giovani talenti in diversi campi dell’arte.

Il progetto partirà il primo marzo, e ve lo descriverò sicuramente più avanti una volta a regime.

Per ora voglio solo invitarvi alla festa di inaugurazione, che avrà luogo domenica primo marzo presso lo Spazio Morgana (Ex Music Inn) a Roma [largo dei fiorentini, 3].

Ci sarà un esposizione di sei fotografi, scelti appunto da SettePerUno, un concerto funk/rhythm ‘n’ blues, e in seconda serata un Dj set. INGRESSO GRATUITO.

Insomma, c’è da divertirsi.

I siti di riferimento:

House Concert: Marta Sui Tubi

Erano giorni che aspettavo questo concerto. Non tanto per i Marta sui Tubi che come avrete intuito seguo spesso.

Questa volta lo spettacolo era del tutto nuovo, un concerto in casa, per pochi intimi (nella pratica poi è finita a tarallucci e vino considerato lo spirito goliardico dei tre siciliani).

La serata è proseguita in modo gradevole, tra momenti di grande simpatia, ed attimi di inteso silenzio in cui i pochi presenti hanno goduto appieno delle vibrazioni di voce e chitarra.

Una grande idea, per un gruppo che ama il contatto con i suoi fan, e che nella sua umiltà raggiunge molti ascoltatori appassionati.

Ancora Afterhours, ancora spettacolo!

(dedicato a Savino che commenterà appena possibile: “Ebbasta!”)

Afterhours - liveÈ incredibile come dopo circa 40 concerti visti, gli Afterhours riescano ancora a stupire e soprattutto a stupirmi. Non ho mai voluto perdere nemmeno un loro concerto ogni volta che ne avevo la possibilità perché sono sempre stato convinto che ogni loro spettacolo è unico e speciale, e anche questa volta ne ho avuto conferma.

Ieri all’Auditorium per me è stato il primo concerto del tour del nuovo disco “I milanesi ammazzano il sabato“, quindi era quasi scontato trovare uno spettacolo rinnovato, ma non è stata solo quella la differenza, anzi devo dire che dell’ultimo album non hanno suonato tre dei miei pezzi preferiti.

Manuel AgnelliSuggestionati forse dalla cornice quanto meno inusuale per loro, hanno iniziato il concerto sorprendendo tutti, e suonando proprio in mezzo al pubblico sulle gradinate della Cavea, con strumenti acustici, tra il delirio inevitabile della gente che li circondava (che circondava soprattutto Manuel a dirla tutta…).

E poi avanti tutta la sera con una serie di sorprese incredibili! La prima parte del concerto è stata suonata praticamente in acustico, passando per brani dell’ultimo disco e per altri meno nuovi, tra cui ad esempio una versione di Sulle Labbra che nessuno mai si aspetterebbe di sentire acustica. Come nessuno di aspetterebbe di sentire Manuel Agnelli interpretare da solo con la sua chitarra acustica l’ultimo singolo dei Nirvana uscito postumo, You know you’re right, assurdo!

Afterhours - liveDopo un’altra pausa (questa volta le tante pause non sono pesate affatto…anzi erano il preludio ad un’altra nuova attesissima parte di concerto) rientrano per dare inizio alla parte elettrica ed assolutamente rock del concerto, tirando fuori brani che non si sentivano da un po’ come Germi, e poi ancora pezzi tostissimi come Lasciami leccare l’adrenalina e Sui giovani d’oggi ci scatarro su. Insomma una carica pazzesca ben supportata da un Manuel Agnelli in splendida forma con una voce più potente del solito.

Ad impreziosire il tutto questa volta è stato davvero notevole l’intervento di Enrico Gabrielli nel gruppo, lo strumentista che ieri sera era accompagnato da due fiati a supporto, ha praticamente rivisitato ognuno dei vecchi brani suonati dagli After dandogli un tocco del tutto nuovo, è forse anche questo che rende ogni nuovo concerto un’esperienza diversa.

Ancora una volta grandi, ancora una volta felicissimo di esserci stato. Prossima tappa, Firenze – 5 settembre.

dEUS, Massive Attack e Chemical Brothers

dEUSRapporto concertistico settimanale:
dEUS, energicamente rock. Massive Attack, atmosfera intensa. Chemical Brothers, trascendentali e sensoriali.

La settimana scorsa ha regalato davvero forti emozioni in quella che continua ad essere per me un’estate di grandi concerti.

Ognuno dei tre merita di essere raccontato a fondo..ma come al solito vi lascerò solo la curiosità di andarli a vedere in futuro e si, ne scrivo anche per farvi rosicare un pochetto 😛

I dEUS in quel dell’Auditorium romano sono stati senza dubbio la sorpresa migliore, non avevo idea di che tipo di spettacolo aspettarmi sebbene in molti me li avevano positivamente anticipati, e in effetti ho ascoltato del buon rock genuino e carico di partecipazione e coinvolgimento da parte del pubblico e soprattutto della band, mai banali hanno variato spesso nell’interpretare gran parte del loro repertorio. La serata è proseguita più che piacevolmente culminando con Suds & soda in chiusura che ha sugellato in modo assoluto un concerto indimenticabile.

Stessa storia ma con sonorità nettamente diverse per quanto riguarda il concerto dei Massive Attack a Fiesta. La trip hop band per eccellenza ha esibito un gran repertorio con la partecipazione impeccabile di tutti i suoi vocalist dalla intrigante Stephanie alla potente Iolanda. I suoni massicci ed “elettronici” sono stati accompagnati da una degna scenografia a led che trasmetteva scritte ad hoc e grafiche coinvolgenti.

La settimana non poteva finire in modo migliore. I Chemical Brothers battono decisamente gli altri, non perché i primi non siano all’altezza, ma perché gli ultimi sono stati davvero incredibilmente spettacolari. Senza essere troppo altisonante (sebbene altisonante sia di per se una parola altisonante), lo spettacolo offerto dal duo inglese è stato indimenticabile, tanto da annullare il risentimento per la lunga attesa pre-concerto (hanno iniziato alle 00:50 :S).
Luci e suoni si sono fusi in un mix avvolgente in ogni senso..visto che i laser tagliavano il fumo sopra il pubblico, mentre a fondo palco un mega-monitor proiettava immagini più che suggestive, quasi oniriche (sempre per non essere altisonante).

In attesa della prossima settimana di concerti…mi godo il ricordo della passata.

Battles, polistrumentisti a 3 chitarre

Battles @ Terme di Caracalla 09.07.2008Ancora una volta ho raccolto un suggerimento più che valido, in ambito di concerti alla cieca.

Dopo i Blonde Redhead, ho scoperto i Battles (live), ieri alla Festa dell’Unità alle Terme di Caracalla.

Ok, il titolo non è decisamente esplicativo, soprattutto perché con tre chitarre hanno suonato solo i primi brani, ma questi ragazzi riescono a tirare fuori un sound generato da sovraincisioni in diretta (registrazioni in loop fondamentalmente), che rendono l’effetto di una ventina di tracce sovrapposte e giustapposte in modo magistrale, l’effetto generato passa dal trip dance al fascino jazz di un riff inserito qua e la.

Per capirci, piuttosto che perdere tempo a decifrare quello che ho scritto, consiglio caldamente un passaggio sul loro myspace, ma soprattutto di non perdere il prossimo concerto, la resa dal vivo è assolutamente superiore!

Alcune foto della serata by Galatea Delle Sfere @ Flickr

Cristina Donà infiamma il laghetto di Villa Ada

Immagino molti di voi stiano aspettando una recensione del concerto dei Radiohead, ma è stato talmente perfetto ed eccezionale che non riuscirei a non scadere nel banale, me lo tengo per me come gran bel ricordo. Non spenderò nemmeno parole sulla giornata all’Heineken Jammin Festival con Iggy (il matto) pop e i tostissimi Queens of the stone age.

cristina donà“E allora perché stai scrivendo?!” vi chiederete…Bè ieri ho aperto la mia personale stagione a Villa Ada, e devo dire che non poteva iniziare in modo migliore!

Era da tempo che desideravo ascoltare Cristina Donà dal vivo, l’ultima volta risale a quasi 10 anni fa…e non faceva decisamente testo (perché non ricordo molto).

La cantautrice milanese è un’artista decisamente poliedrica, mai mi sarei aspettato uno spettacolo così completo e variegato! Per quelli (come me del resto fino a ieri) che la classificano come una chitarrista acustica dai brani soft, bè…è arrivato il momento di ricredersi. Cristina esprime dal vivo una grinta rock degna delle miglior cantanti degli anni ’70, aggredisce il palco come fosse il salotto di casa sua, cantando disinibita e regalando perle di intrattenimento dal comico al filosofico.

Non mancano quindi momenti soft in cui riesce più facile apprezzare la sua voce unica delicata ed eterea, e tra una battuta e l’altra si passa poi ad un rock scatenato in cui Cristina lascia la sua chitarra per ballare e cantare sul palco.

Il finale è tutto da menzionare, anche perché suona gli unici due brani che conoscevo 😛 (Nel mio giardino e Triathlon), per chiudere poi con un ben eseguito tributo ai Kinks (o forse più a Van Halen vista la versione) con You really got me!

I milanesi ammazzano il sabato

imaisUltimo lavoro per gli Afterhours, ultimo capolavoro. Sebbene questo disco sia senza dubbio il più dibattuto tra i fan che si dividono tra delusi e sorpresi (scoprirete che sono nettamente tra i sorpresi), porta con se diverse novità, conseguenza forse tra le altre cose della nuova formazione, che direi quanto meno piacevoli.

Il disco effettivamente passa da un pop estremo come in “Riprendersi Berlino” ad una musicalmente incomprensibile e sconnessa “È solo febbre”, così da ottenere rispettivamente nuovi adepti commerciali (visto che il pezzo ormai passa spessissimo nelle radio) e vecchi fan perplessi :).

Sotto sotto il disco, è il solito disco degli After, con tutte le contraddizioni che implica (vedi sopra), non mancano comunque le critiche alla società “seduta” di Milano e tanto meno alla Milano-bene de “Sui giovani d’oggi ci scatarro su” oggi più velatamente punzecchiata in “La mia città”.

E poi il porno-pulp-ironico di questo disco è assolutamente eccezionale, i riferimenti al sesso fanno sorridere per l’astuzia con cui sono inseriti “togliti il buio amor le mutandine il tuo dolore, sai voglio scoparti fino a farti ridere” in “Naufragio sull’isola del tesoro”.

C’è anche molto cupo in questo disco, che la chitarra scura di Manuel non manca mai di regalare, uno su tutti la dolce-amara title track, un pezzo acustico del tutto introspettivo ma comunque fantastico.

La lista dei miei preferiti (anche se quasi tutte le tracce mi piaciucchiano effettivamente) in assoluto in questo disco:

  • Tarantella all’inazione
  • Pochi istanti nella lavatrice
  • I milanesi ammazzano il sabato
  • Musa di nessuno
  • Dove si va da qui
  • Tutto Domani
  • Orchi e streghe sono soli

E come regalo per il pubblico, dopo aver sudato quasi mezza giornata per produrlo, ecco lo spartito de “I Milanesi Ammazzano il Sabato” (la mia traccia preferita) è un po approssimativo, ma le limature si improvvisano sul momento:

I-milanesi-ammazzano-il-sabato (guitar tab)

UPDATE 24.06.08:

Spartito un po’ migliorato:
I Milanesi Ammazzano il Sabato (guitar tab)

Siamo solo noi…

vasco rossi“Solo” si fa per dire..visto che per la seconda sera di fila Vasco ha riempito di 65.000 persone lo stadio Olimpico di Roma!

Ero partito dall’unica certezza che almeno una volta nella vita si deve assistere ad un concerto di Vasco Rossi, e devo dire che è un presupposto del tutto riduttivo.

Questo concerto è stato molto di più, vedere un uomo che porta avanti con la stessa energia di venti anni fa dei concerti dai ritmi altissimi è davvero piacevole. Un personaggio ormai idolatrato da folle di giovani e meno giovani che mette praticamente d’accordo tutti tranne gli sterili detrattori che lo associano ad una passione per qualunquisti.

Da un repertorio così vasto non si può mai uscire soddisfatti, perché inevitabilmente qualche pezzo che adoriamo viene lasciato fuori, specialmente nel tour di presentazione del nuovo album (Il mondo che vorrei). Io personalmente mi accontento di aver ascoltato “C’è chi dice no” che dal vivo è davvero strepitosa, di un impatto unico! Come pure “Alba chiara” che pensavo troppo pop e quindi evitabile, suonata dal vivo è davvero eccezionale, impossibile non lasciarsi coinvolgere e trascinare dal calore della folla.

Insomma un concerto di Vasco è questo, emozioni viscerali per i più accaniti, una gran bel concerto per i simpatizzanti!Tutto il resto, acustica a tratti non eccezionale ed il pubblico che canta comprendo la voce di Vasco, è passato in secondo piano, il resto è tutto un buon ricordo 😉

EM, ovvero otto musicisti ed un poeta

AcustimanticoVenerdì ho deciso di passare ancora una volta una serata in compagnia degli amici Acustimantico.

Ammetto di aver prestato poca attenzione alla locandina dell’evento, sapevo che qualsiasi cosa sarebbe stata perfetta se suonata da loro, avevo letto vagamente “EM, ovvero Emanuel Carnevali va in America”, che sapevo essere il loro prossimo lavoro dal quale hanno suonato di recente qualche pezzo nei loro concerti.

Una volta arrivato lì invece, l’atmosfera era del tutto insolita, Marcello Duranti indossava una giacca! E a quel punto ho iniziato a pensare che la cosa fosse seria… 🙂

Altro che seria, si è trattato di uno spettacolo sensazionale, in senso stretto cioè…davvero da brivido. La voce di Alessio Caruso scandiva in quattro atti la storia emozionante scritta dal paroliere degli Acustimantico, Danilo Selvaggi, in cui Emanuel lascia l’italia nel lontano 1914 per raggiungere la terra promessa New York.

Inutile raccontare la nostalgia e l’emozione sentendo raccontare con tale passione dei luoghi che ho respirato meno di un mese fa.

Tutto il resto è magico, la formazione degli Acustimantico estesa ad otto musicisti ha regalato uno dei concerti jazz migliori a cui abbia mai assistito (è vero non sono proprio un habitué di concerti jazz…ma questo è stato fantastico), la voce di Raffaella nonostante qualche problema tecnico risuonava piena delle sue solite vibrazioni che scuotono la gabbia toracica. Il maestro Scatozza questa volta oltre a scrivere magistralmente la sua bella musica, si è dedicato in modo certosino al coordinamento degli altri musicisti, scandendo con precisione pause ed attacchi.

Insomma, uno spettacolo decisamente inaspettato e piacevolmente sorprendente.