Bob Dylan è Bob Dylan

Altro che vecchietto di 70 anni! Quest’uomo sa ancora dire la sua!

Ieri all’improvviso salta fuori un biglietto last-minute, non potevo non andare. Ho speso molto di più per molto meno in passato (il che è la dice lunga) e questo evento proprio non potevo perderlo.

Puntuale come solo un uomo di 70 anni può, il concerto inizia alle 21 esatte. Bob sale le scale senza fretta con il suo magico cappello dalla larga tesa e una fantastica camicia verde sotto una delle sue intramontabili giacche. E sono già brividi. Poi il concerto inizia e lui è di spalle a suonare sul suo hammond.

Potrebbe essere chiunque ancora non l’ho visto in faccia, ma poi le prime parole, una voce unica, poco importa se i pezzi sono tutti del nuovo album (ebbene si, ne ha fatto un altro!), poco importa se al Palalottomatica l’acustica fa schifo. Questo concerto merita a prescindere, ascoltando Bob Dylan ti passa davanti tutta la storia della musica. Con quella voce immagini la striscia del tempo che avanza con le sue canzoni in sottofondo.

Il finale è tutto per i meno accaniti, con alcuni grandi classici che però non si riduce a suonare in modo classico. Riarrangia brani intramontabili come Like a Rolling Stone, All Along the Watchtower e Blowing in the Wind rendendoli quasi irriconoscibili. Poco importa, Bob Dylan è Bob Dylan.

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