Archive for Musica

Dente all’improvviso

4218456771_8e8423622cPerché fino a ieri quest’uomo per me era solo due canzoni: una geniale e l’altra di quelle che si dedicano alle ragazze
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Vinegar Socks, lo sapevamo…

Quando un paio di estati fa ci siamo buttati ad occhi chiusi in un concerto dei Vinegar Socks a Villa Celimontana sapevamo che quel gruppo avrebbe fatto strada e che sarebbe presto emerso per le proprie doti.

Ecco qui a distanza di qualche mese finalmente il loro Debut Album, a mio parere davvero eccezionale.

Per la gioia di tutti il disco è ascoltabile gratuitamente online (grazie Enver per la segnalazione!).

Kings of convenience live

4054518573_fceeeff311I Kings of convenience tornano al live e anch’io torno a scrivere di concerti.

Certo tutta questa convenienza non è che c’era, 25€ per un posto in quart’ultima fila…e soprattutto con delle aspettattive di lunghi sonni tra una canzone e l’altra (perché ci sono andato vi starete chiedendo?!).

E invece sorpresa, concerto fantastico mai troppo statico (a parte forse i primi due pezzi), mai troppo seduto (a metà concerto il “Roscio” ha chiesto a tutti di alzarsi in piedi…e via sotto il palco) con un gran finale dove il solo battere del piede è sembrato un po’ poco.

C’è da fare i conti con il pubblico popolare romano che mai riesce ad arrendersi al fatto di stare in un auditorium e di mantenere quel minimo di decoro che richiede l’occasione, passando quindi da urli del tipo “Daje roscio” a risate e applausi ad ogni piccola parola (“pigneto”) e gesto portato da uno dei due Re, per continuare insistentemente a battere le mani fuori tempo quando non richiesto.

Musicalmente sappiamo tutti quanto siano tecnicamente impeccabili i due giovani norvegesi, che hanno accompagnato al ben noto talento passi di danza (per l’instancabile roscio) e una fantastica cover degli Smiths nel finale.

In conclusione, dopo tutto, ne è valsa veramente la pena. Non dico che ci riandrei ma come mia unica volta credo sia stata più che soddisfacente.

(foto di: www.flickr.com/photos/danielavladimirova)

Carenza di affetto musicale? C’è il Postino Indie

Grazie ad una grata segnalazione, ho scoperto questo geniale (seppur rischioso immagino) servizio.

Se siete degli abitudinari della musica, o se vorreste scoprirne di nuova ma non sapete come fare, ecco che arriva in vostro soccorso la Posta Indie. Questa “newsletter” (che ha dietro uno stacanovista selezionatore), consegna quasi tutti i giorni nella vostra casella di posta elettronica una canzone in formato mp3, nella maggior parte dei casi un pezzo indie, nella maggior parte dei casi un pezzo che non avete mai sentito prima in vita vostra 🙂 (almeno nel mio caso è così).

Non vi resta che provarlo direi, e fatemi sapere cosa ne pensate 😉

White Lies – Franz Ferdinand – Killers

Prima data personale sul prato delle Capannelle per Rock in Roma 2009.

Tre grandi gruppi sul palco, ma inutile nascondere che la mia presenza è tutta per i Franz Ferdinand (anche se ho dimenticato di indossare la loro maglia!).

White Lies: Aprono la serata nel loro primo concerto in Italia e non sembrano affatto soffrire l’esordio. Con un ottimo groove snocciolano tutti i brani del disco passando per il singolo consumato nelle radio “To Lose My Life”. Potenti e dance al punto giusto, questi ragazzi preparano davanti a loro un futuro roseo.

Franz Ferdinand: Che ve lo dico a fare. Sarà che li aspettavo da tanto, sarà che al momento sono il mio gruppo preferito, sarà che ero troppo dispiaciuto per la pessima acustica dello stadio Olimpico nella loro precedente esibizione…insomma sarà, ma io questo concerto non me lo scorderò mai! Impatto eccezionale, ritmi incalzanti e imprevedibili, impossibile stare fermi e non saltare al ritmo dei loro singoli più famosi. Un percorso musicale che attraversa i tre dischi per i veterani e per i nuovi avventori. Inizio esplosivo con “This Fire” e conclusione innovativa con un breve dj-set che ben si sposa con il loro nuovo mood elettronico. Per dirla con una sola parola: Eccezionali! Non perdete il loro prossimo concerto.

Killers: Senza dubbio una delle band più popolari del momento e il carisma del cantante Brandon Flowers unito alla sua più che notevole voce lo rendono del tutto giustificato. Nonostante ciò a me questo concerto non ha entusiasmato. Anche se ho apprezzato i pochi pezzi che conoscevo non sono riuscito ad andare oltre il battito del piede. Un po’ troppo pop per i miei gusti, un po’ tutti troppo uguali i brani: 4/4 e un ritornello coinvolgente. Per non parlare del chitarrista, che sembra aver appena lasciato i Bon Jovi. Ben curata ed efficace invece la cornice scenografica con tanto di fuochi d’artificio in chiusura.

Nel complesso, 46€ ben spesi…e stasera Divine Comedy 😉

Stereomood is cool!

Appena scoperto e già innamorato 🙂

Stereomood è ad oggi il più meritevole sostituto di last.fm per quanto mi riguarda, un sito decisamente ben organizzato che propone playlist indicizzate per tag relativi al mood che suscita o all’attività che potrebbe conciliare quel tipo di musica.

Registrandosi è possibile personalizzare, condividere e creare nuove playlist. Ma basta parlarne meglio ascoltare!

Cherrypeel, la musica del popolo

A primo impatto questo sito non sembra molto attraente, a partire dal nome direi. Ma ancora una volta proseguiamo nel percorso di ricerca di una valida alternativa a Last.fm.

Si tratta di Cherrypeel appunto, un sito che si presenta come la “community dove gli amanti della musica hanno il potere di decidere cosa merita di essere ascoltato”. In quest’ottica il sito raccoglie playlist e suggerimenti di brani votati dal pubblico con le stesse modalità di OkNotizie.

È possibile quindi ascoltare i brani, creare una propria playlist e soprattutto votare quelli che ci piacciono di più. Ok, prese singolarmente queste non sono grandi novità, ma di sicuro è un buon modo per scoprire qualche brano nuovo che ci è sfuggito e che a quanto pare “merita di essere ascoltato“.

La sigla de I Simpson a cappella

Questa settimana è tutta dedicata ai Simpson, l’ultima scoperta questo fantastico video in cui un ottetto di voci canta a cappella la sigla del cartone più amato nel mondo (non ci sono dati statistici che confermano questa affermazione, ma a me piace pensarlo così).

Si bemolle 2.0

Grazie a questo blog, ho scoperto un progetto musicale online davvero curioso.

Si tratta di inbflat.net. Su questo sito sono stati caricati alcuni video di persone che suonano una melodia con il proprio strumento. La particolarità di questi video è che in qualsiasi momento e ordine vengono avviati la composizione musicale complessiva ha sempre un’armonia giusta. Questo immagino sia legato al fatto che ognuno di loro suoni su una scala di Si bemolle.

Provate a creare la vostra versione personale!

Bob Dylan è Bob Dylan

Altro che vecchietto di 70 anni! Quest’uomo sa ancora dire la sua!

Ieri all’improvviso salta fuori un biglietto last-minute, non potevo non andare. Ho speso molto di più per molto meno in passato (il che è la dice lunga) e questo evento proprio non potevo perderlo.

Puntuale come solo un uomo di 70 anni può, il concerto inizia alle 21 esatte. Bob sale le scale senza fretta con il suo magico cappello dalla larga tesa e una fantastica camicia verde sotto una delle sue intramontabili giacche. E sono già brividi. Poi il concerto inizia e lui è di spalle a suonare sul suo hammond.

Potrebbe essere chiunque ancora non l’ho visto in faccia, ma poi le prime parole, una voce unica, poco importa se i pezzi sono tutti del nuovo album (ebbene si, ne ha fatto un altro!), poco importa se al Palalottomatica l’acustica fa schifo. Questo concerto merita a prescindere, ascoltando Bob Dylan ti passa davanti tutta la storia della musica. Con quella voce immagini la striscia del tempo che avanza con le sue canzoni in sottofondo.

Il finale è tutto per i meno accaniti, con alcuni grandi classici che però non si riduce a suonare in modo classico. Riarrangia brani intramontabili come Like a Rolling Stone, All Along the Watchtower e Blowing in the Wind rendendoli quasi irriconoscibili. Poco importa, Bob Dylan è Bob Dylan.